Mangi gratis al ristorante ed è perfettamente legale: le 6 vie previste dalla legge | Tutti approfittano

È possibile mangiare gratis al ristorante? A molti verrebbe spontaneo rispondere no a questa domanda, ma non è sempre così.

In realtà ci sono delle situazioni in cui questo è consentito. Ecco quali sono. Trascorrere una serata (ma anche un pranzo) al ristorante non può che essere piacevole, soprattutto perché ci si può sentire coccolati e si ha la possibilità di mangiare qualcosa che solitamente non si mangia a casa.

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Trascorrere una serata al ristorante può essere piacevole e rilassante – Foto | Cinelol.it

Anzi, anche chi è solitamente bravo tra i fornelli apprezza questo momento perché consente di mettere da parte i pensieri e rilassarsi, cosa che non è sempre possibile specialmente se ci si deve districare tra lavoro e famiglia.

C’è chi addirittura ritiene questo momento quasi un rito, al punto tale da concederselo almeno una volta a settimana, sia in compagnia dei parenti più stretti, sia di colleghi di lavoro. Non per tutti però questo è possibile, soprattutto per motivi di costi. In realtà, ci sono delle situazioni ben precise in cui è possibile recarsi sul posto e non pagare.

Mangiare gratis al ristorante: la trasparenza prima di tutto

La scelta del ristorante in cui si decide di recarsi può dipendere da vari fattori. Certamente il tipo di piatti che propone può essere importante, ma non può non avere un ruolo secondario il listino prezzi. Molte famiglie, infatti, si ritrovano ad avere a che fare con una serie di spese sempre più alte, proprio per questo mangiare fuori può essere considerato quasi un lusso, al punto tale da scegliere locali che riescano a rispondere a questa esigenza e non abbiano costi eccessivi. In realtà, ci sono delle situazioni ben precise che potrebbero verificarsi una volta arrivati sul posto e che potrebbero esentare il cliente dal pagamento.

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Attenzione a quanto viene indicato nel menu – Foto | Cinelol.it

Come riportato da Laleggeperuttti.it, è importante che il gestore sia il più possibile trasparente nei confronti delle persone che è in grado di accogliere nel suo locale. È proprio per questo che risulta obbligatorio, sulla base di quanto previsto dal Regio Decreto numero 635 del 1940, esporre all’esterno un menu con i prezzi e il costo del coperto. Questo evita quindi che le persone possano entrare “a scatola chiusa” senza sapere a cosa potrebbero andare incontro. La sanzione per gli irregolari 308 euro. Chi si rende conto di questo e decide comunque di mangiare potrebbe appellarsi a questo e non saldare il conto.

Non è consentito nemmeno rendere noto questo attraverso una lavagna ed evitare di essere precisi, magari non indicando quanto si dovrebbe spendere per i vini. È il caso dei posti in cui il menu può variare giornalmente. Altra azione da non sottovalutare, ma altrettanto frequente, è quella in cui il piatto che viene servito in tavola sia diverso, anche solo parzialmente, da quanto segnalato nella lista. Spesso non si ha disponibilità di un ingrediente e lo sostituisce con un altro, magari non dello stesso valore. Anche questo non è consentito. A livello normativo questa viene definita “frode in commercio”. Basti pensare a chi chi promette porcini ma poi serve funghi meno prelibati.

Anche il servizio è importante

Non sono però ritenuti leciti nemmeno i casi in cui vengono serviti una bevanda o un piatto differente rispetto a quanto inserito nel menu. IL cliente può avere accettato, ma deve sapere quanto questo possa costargli. Non si può mai presentare un conto senza opportuna comunicazione preventiva. E non possono essere “perdonate” nemmeno le situazioni in cui si finisce per servire un alimento surgelato (i più esperti se ne rendono conto da soli), ma sul menu questo non viene segnalato.

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Anche la qualità del servizio fornito dal ristorante è importante – Foto | Cinelol.it

Chi conosce il programma “4 Ristoranti” con Alessandro Borghese sa inoltre bene come un pasto al ristorante possa essere ritenuto positivo in caso di servizio soddisfacente. Se questo non lo è, ma ovviamente deve trattarsi di qualcosa di grave (non una bottiglia portata in tavola per errore), si può ritenere quanto offerto dal locale gratuito.

Non sono concessi strappi alla regola nemmeno se si arriva alla cassa e si scopre che il gestore non accetta carte di credito o bancomat. A quel punto si può lasciare il posto senza pagare, ma sarà tenuto a farlo entro pochi giorni, pur potendo sporgere denuncia per inadempienza.

Queste situazioni sono più frequenti di quanto si possa pensare, anzi. Sono state ritenute eclatanti proprio in virtù di un aspetto importante, quello secondo cui si stipula un contratto (pur senza firmare) tra ristoratore e cliente. Si tratta della somministrazione di cibi e bevande della fruizione di un servizio in cambio di un corrispettivo in denaro. Come tale, se non viene rispettato si possono far valere i propri diritti.

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